Gite

Un fine settimana in campeggio a Sciarborasca

18 settembre 2026

Venerdì 18 settembre siamo partiti per un fine settimana al Campeggio Osservatorio di Sciarborasca, sulle alture di Cogoleto.

In questo periodo i bambini non fanno ancora il pomeriggio a scuola, ma si fermano soltanto a mensa, quindi ne abbiamo approfittato per partire subito dopo pranzo. O almeno questa era l’idea: solo per caricare la macchina ci abbiamo messo quasi un’ora. Tra tenda, brandine, materassini, tavolo, sedie e tutto il resto necessario per due notti, sembrava di dover traslocare invece che andare in campeggio.

Il viaggio, fortunatamente, è stato abbastanza veloce. Abbiamo trovato traffico verso Arenzano perché il tratto autostradale Arenzano-Genova era stato chiuso a causa di un incidente mortale che aveva coinvolto un motociclista. Il traffico diretto a Genova era stato quindi deviato sull’Aurelia e la coda ha finito per coinvolgere anche noi fino al casello di Arenzano.

Montare casa per due notti

Arrivati a Sciarborasca abbiamo iniziato subito a montare tutto: tenda, brandine, materassini, tavolo e sedie. In poco tempo il nostro pezzo di campeggio aveva assunto un aspetto abbastanza abitabile.

  • La nostra tenda al campeggio di Sciarborasca al tramonto

Finita l’installazione siamo scesi alla Coop di Cogoleto per comprare quello che ci serviva per il weekend.

Per la prima sera, però, non avevamo nessuna intenzione di metterci anche a cucinare. Abbiamo cenato direttamente al ristorante del campeggio con due piatti di ravioli al ragù e un fritto misto con patatine. Bevendo soltanto acqua abbiamo speso circa 60 euro, non proprio pochissimo, ma dopo il viaggio, la spesa e il montaggio della tenda la comodità valeva parecchio. E soprattutto abbiamo mangiato molto bene, quindi siamo usciti soddisfatti.

Cinghiali nella notte

La prima notte ci ha regalato anche l’episodio più surreale del weekend.

A un certo punto siamo stati svegliati dalle urla di aiuto di una coppia di francesi che viaggiava in bicicletta e dormiva in tenda poco distante da noi.

Avevano lasciato del cibo sulle biciclette e alcuni cinghiali li avevano circondati. Il risultato era che non avevano più il coraggio di uscire dalla tenda.

Una maniera piuttosto efficace per ricordarci che, per quanto fossimo in un campeggio organizzato, stavamo comunque dormendo in mezzo alla natura.

Colazione sul fornellino e ultimo esame

Sabato mattina abbiamo fatto una vera colazione da campeggio: latte a lunga conservazione per i bambini, tè caldo e biscotti, preparando tutto con il fornellino.

Poi ho temporaneamente abbandonato la vita nella natura per qualcosa di decisamente meno avventuroso: sono tornato a Genova per sostenere l’ultimo esame di informatica.

L’esame era in presenza, ma si svolgeva tramite tablet. Continuo quindi a chiedermi perché fosse indispensabile andare fisicamente a Genova, considerando che la prima parte l’avevo potuta fare da remoto.

Nel frattempo i bambini sono rimasti al campeggio a esplorare e giocare. Tra le varie invenzioni hanno persino improvvisato una partita a bocce usando le pigne, idea di Sofi.

Un salto al mare

Appena tornato dall’esame li abbiamo caricati in macchina e siamo scesi al mare.

Franci aveva ancora la fasciatura alla mano, la stessa eredità della settimana a Riccione, quindi si è limitato a bagnarsi i piedi. Sofi invece non si è fatta troppi problemi ed è entrata in acqua.

Io ero ancora in pantaloni lunghi e maglietta e stavo benissimo: era una bella giornata, ma ormai senza quel caldo che rende settembre ancora piena estate.

Pranzo con parco giochi incorporato

Per pranzo avevo trovato su Google Maps TiGusto, vicino all’uscita autostradale di Arenzano. La caratteristica strategica era un piccolo parco giochi indoor.

Dopo una mattinata già abbastanza piena si è rivelata un’ottima scelta: i bambini hanno potuto continuare a giocare dopo pranzo mentre io e la Lore siamo riusciti a riposarci un po’.

  • Il piccolo parco giochi indoor di TiGusto ad Arenzano

Anche qui il conto non è stato proprio leggerissimo per un self service: circa 50 euro per due secondi, due hamburger e quattro bottigliette d’acqua. Sofi ha preso cotoletta alla milanese e patatine, io spezzatino con verdure al forno, mentre Lore e Franci hanno mangiato gli hamburger, sorprendentemente buoni.

Tartarughe, zip line e gelato ad Arenzano

Dopo pranzo siamo andati al parco di Arenzano con l’idea di vedere i pavoni.

Dei pavoni, però, nessuna traccia.

In compenso abbiamo trovato le tartarughe, con cui i bambini hanno immediatamente deciso di fare amicizia. Alcune prendevano tranquillamente il sole mentre loro cercavano di accarezzarle, altre nuotavano verso i bambini quasi fossero venute a salutarli.

  • Le tartarughe nel parco di Arenzano
  • La chiesa di Gesù Bambino ad Arenzano

Dal laghetto siamo passati al parco giochi, dove la grande protagonista è stata la zip line. Quella, decisamente, ha riscosso più successo dei pavoni scomparsi.

Abbiamo poi continuato a piedi fino alla chiesa di Gesù Bambino per vedere il presepe e, prima di tornare alla macchina, ci siamo concessi un gelato da Capitan Romeo.

Davvero molto buono: per me arriva quasi al livello di 100% Naturale, che rimane uno dei riferimenti tra Chiavari e Sestri Levante.

Il sonno ha vinto

Tornati alla macchina, i bambini sono crollati praticamente subito.

Ne abbiamo approfittato per allungare un po’ la strada del ritorno verso Sciarborasca, così da lasciarli dormire. Sofi si è svegliata poco dopo essere arrivati al campeggio, mentre Franci ha continuato fino a poco prima di cena.

Giusto in tempo per fare tutti la doccia e preparare sul fornellino la pasta al ragù bolognese.

È probabilmente una delle cose che mi sono piaciute di più del weekend: attività normalissime come fare la doccia o preparare un piatto di pasta diventavano per i bambini qualcosa di completamente diverso solo perché eravamo in campeggio. E loro si divertivano un sacco proprio per questo.

  • La sera davanti alla tenda nel campeggio di Sciarborasca

Prima di andare a dormire abbiamo concluso la serata con una partita a Chef.

Smontare è molto peggio che montare

Domenica mattina abbiamo ripetuto la colazione del giorno precedente: latte, tè caldo e biscotti.

Poi è arrivato il momento meno poetico del campeggio: smontare tutto.

Se montare la tenda e sistemare il campo venerdì ci era sembrato impegnativo, smontare è stato decisamente peggio. In particolare uno dei materassini gonfiabili sembrava aver deciso di trasferirsi definitivamente a Sciarborasca: non ne voleva sapere di sgonfiarsi e riuscire a farlo rientrare nella sua sacca è stata quasi un’attività sportiva.

Alla fine siamo riusciti a far stare nuovamente tutto in macchina e siamo ripartiti verso Genova, arrivando in tempo per pranzo.

La Lore è andata a lavorare, mentre io e i bambini abbiamo concluso il weekend mangiando le lasagne dalla nonna bis insieme a Franci e Giorgio.

Due notti che sembrano molte di più

Alla fine siamo stati via soltanto da venerdì pomeriggio a domenica mattina, ma dentro quelle due notti è entrato di tutto: il campeggio, i cinghiali, il mio ultimo esame, il mare a settembre, le tartarughe, la zip line, il gelato, le cene sul fornellino e persino una battaglia contro un materassino.

Per i bambini soprattutto, anche le cose più semplici sono diventate un’avventura solo perché fatte in maniera diversa dal solito.

Ed è forse proprio questo il bello del campeggio: non serve andare molto lontano né organizzare chissà cosa perché un normale fine settimana sembri molto più lungo di due giorni.