Quest’anno siamo tornati sulla Riviera Romagnola per una settimana a Riccione, dal 5 al 12 settembre, scegliendo il Club Family Hotel Riccione.
La vacanza, però, è iniziata con un piccolo colpo di scena ancora prima di partire.
Una partenza in dubbio fino all’ultimo
Il pomeriggio prima della partenza Franci si è chiuso una mano in una porta. Siamo finiti al Gaslini, dove gli hanno messo i punti, sistemato l’unghia e fasciato la mano.
A quel punto eravamo parecchio indecisi se partire. Con quella fasciatura non avrebbe potuto bagnarsi né sporcarsi e, andando una settimana al mare in un hotel con piscina, temevamo che avrebbe passato metà della vacanza a guardare gli altri divertirsi.
Alla fine abbiamo deciso di provarci.
Siamo partiti da Genova la mattina del 5 settembre e, nonostante un po’ di traffico, siamo arrivati a Riccione in tempo per pranzo. Col senno di poi, partire è stata decisamente la scelta giusta.
Una camera con vista mare
La prima bella sorpresa è stata la camera: eravamo all’ultimo piano, con vista sul mare.
Una sistemazione davvero bella e soprattutto comoda, in una struttura pensata per rendere semplice la vacanza con i bambini. Colazione, pranzo e cena erano sempre a buffet, quindi per una settimana abbiamo potuto dimenticarci quasi completamente dell’organizzazione dei pasti.
Sul cibo, però, è rimasta qualche perplessità. La scelta non mancava, ma tra tutto quello che veniva proposto normalmente trovavamo uno o due piatti che ci piacevano davvero. È probabilmente l’aspetto della vacanza che ci ha convinto meno.
Il miniclub che ha salvato anche la mano fasciata
La vera forza della settimana è stata l’animazione.
Entrambi i bambini hanno partecipato al miniclub. Sofi era ormai tra i più grandi del gruppo, ma questo non le ha impedito di divertirsi tantissimo. Ogni giorno c’erano attività sia al mattino sia al pomeriggio e il programma cambiava continuamente.
Hanno costruito un vulcano di sabbia in spiaggia, preparato maschere da supereroi, fatto un collage a forma di pappagallo, creato il sale colorato usando i gessetti, partecipato a giochi a squadre come il tiro alla fune, realizzato un dinosauro durante un’attività Art Attack e preparato una collana hawaiana.
Per Franci è stato ancora più importante. Non potendo entrare in mare o in piscina avevamo paura che si sarebbe annoiato, invece tra miniclub, sala giochi e tutte le attività organizzate non ne ha praticamente avuto il tempo.
La fasciatura, che alla vigilia sembrava destinata a rovinarci la settimana, alla fine è diventata quasi un dettaglio.
Non solo attività per bambini
Una cosa che ho apprezzato è che l’animazione non si fermava ai più piccoli.
Ho partecipato due volte al torneo di beach volley, una volta da solo e una insieme alla Lore. Con lei abbiamo fatto anche un torneo di briscola.
È stato un buon equilibrio: i bambini avevano continuamente qualcosa da fare, ma anche noi adulti potevamo partecipare alle attività senza trasformare la vacanza in sette giorni passati semplicemente a osservarli da una sdraio.
Mare, piscina e serate
Naturalmente non sono mancati mare e piscina. Per Sofi sono stati parte della vacanza, mentre con Franci abbiamo dovuto trovare un ritmo diverso per proteggere la mano.
L’hotel, però, offriva abbastanza alternative perché questa limitazione pesasse molto meno di quanto avevamo immaginato prima di partire. Tra giochi, animazione e serate organizzate c’era quasi sempre qualcosa che stava per iniziare.
Ed è forse questo il ricordo più forte della settimana: era difficile annoiarsi.
Tre parchi in una settimana
Non siamo rimasti sempre in hotel. Nel nostro soggiorno erano compresi anche gli ingressi ad alcuni parchi della Riviera e ne abbiamo approfittato parecchio.
Siamo stati a Oltremare, Mirabilandia e Italia in Miniatura.
Le giornate nei parchi hanno spezzato perfettamente la settimana di mare e, soprattutto nel nostro caso, sono state un’altra soluzione ideale per Franci. Poteva partecipare quasi a tutto senza preoccuparsi della mano e noi potevamo goderci la giornata senza stare continuamente a pensare a sabbia, acqua e fasciatura.
Alla fine la vacanza che rischiavamo di cancellare proprio per paura che lui si annoiasse è diventata una settimana pienissima.
Il ritorno a casa
Il 12 settembre, dopo sette notti, siamo partiti subito dopo colazione.
Questa volta la strada è stata decisamente più clemente: poco traffico e in circa quattro ore eravamo di nuovo a Genova.
Ripensandoci, il bilancio è molto semplice. La qualità del cibo non ci ha entusiasmato e probabilmente è il punto su cui cercheremmo qualcosa di meglio in futuro. Ma per tutto quello che riguarda bambini, animazione, attività e facilità di organizzazione, la vacanza ha funzionato davvero bene.
Sofi, nonostante fosse tra i più grandi del miniclub, si è divertita tantissimo. Franci è partito con una mano appena medicata e l’impossibilità di fare proprio le due cose che sembravano centrali in una vacanza a Riccione, mare e piscina, eppure non si è praticamente mai annoiato.
Alla vigilia eravamo indecisi se partire.
Una settimana dopo, il problema era convincerli che fosse arrivato il momento di tornare a casa.










